IMPRESE IN TEMPO DI CRISI CI SONO ANCHE LE BUONE OPPORTUNITÀ
Valigia in mano e buon inglese: la Cina ti aspetta
Un ponte Parma-Shanghai: la società AL.EA cerca giovani collaboratori. Ma non è facile.
In tempo di crisi, sapere che un’azienda offre opportunità di lavoro a giovani del territorio è una notizia controcorrente, che infonde fiducia. E ce n’è davvero bisogno. Naturalmente la valigia deve essere pronta, perché il lavoro oggi è innanzi tutto “globale”. Un esempio, e ce ne sono altri nel nostro territorio, è AL.EA che fornisce consulenza per l’industrializzazione in Cina, società alla ricerca di collaboratori per affrontare nuove sfide nel paese asiatico.
“Sono sempre maggiori le richieste pervenute da clienti dei Paesi europei, e del Medio Oriente, in merito a semilavorati da far produrre in Cina” spiega il presidente Luca Accolli che è alla guida dell’azienda insieme a Erminio Arquati “La nostra specializzazione è la produzione di componenti altamente tecnologici in Cina a basso costo e con alta incidenza della manodopera”.
La consulenza negli anni si è sviluppata in diversi Paesi e come conferma lo stesso Accolli “si sono aperte prospettive interessanti in nuovi mercati, tra i più recenti Cipro e Dubai”.
AL.EA cerca giovani da inserire in questo progetto di ampliamento della rete clienti, ma anche un disegnatore meccanico a supporto del settore tecnico.
“Il bacino del parmense è patria di eccellenze nell’ambito alimentare e della food technology” sottolinea Accolli “e nonostante il fior fiore di ingegneri e tecnici sfornati da istituti e università, riscontriamo difficoltà nel trovare personale che sappia supportare l’azienda nelle sempre maggiori sfide tecnologiche che il mercato propone”. I requisiti sono inappellabili “è fondamentale che un disegnatore tecnico conosca il disegno in 3D, con applicativi quali Solidworks” spiega il presidente di AL.EA “e che sappia l’inglese, lingua ponte fra due mondi e culture così diversi come quello europeo e quello cinese”.
Intanto la congiuntura resta difficile “La ripresa economica non sembra purtroppo dietro l’angolo” dice Accolli “la nostra società sta marciando ugualmente a pieno ritmo, perché ha la possibilità di supportare le aziende clienti ad abbattere i costi relativi ai propri acquisti di componenti tecnici, per essere maggiormente competitive in un’ottica di crescita”
Nata nel 2005 dopo un’esperienza ventennale nell’ambito acquisti all’interno del mercato cinese, AL.EA è cresciuta raggiungendo importanti obiettivi, stipulando partnership con imprese italiane ed estere leader di settore. La società, che ha una sede a Shanghai, ha chiuso il 2012 mantenendo i fatturati degli anni precedenti: “Un risultato importante di consolidamento” conclude Accolli “che ci permette di continuare il processo di crescita.
Nel Paese del Dragone più qualità e infrastrutture
Il massimo potenziale? Nell’ambito della subfornitura
“Nonostante le difficoltà, oggi non si può non essere presenti in Cina. È un mercato troppo importante, con potenzialità enormi. E poi il lavoro va cercato dove si aprono nuove opportunità”.
Sono in tanti a pensarla così, soprattutto chi ha da tempo messo piede nel Far East. “sebbene salari e pressi stiano gradualmente aumentando anche nel paese del dragone, segno della ristrutturazione interna che è in atto” spiega Luca Accolli (AL.EA) “allo stato attuale il costo del lavoro e delle attrezzature è ancora conveniente in Cina rispetto ai paesi occidentali. E sappiamo che questo è un punto chiave dell’investimento che un’impresa deve sostenere per sviluppare un progetto all’estero”. La Cina esprime il massimo potenziale nell’ambito della subfornitura: “Attualmente” sottolinea Accolli “il risparmio su un’attrezzatura si aggira attorno al 40-50%, mentre su un componente a elevato impiego di manodopera, importato in Italia, è possibile risparmiare tra il 15 e il 20%. Le importazioni dalla Cina verso l’Europa sono aumentate ancora di più durante la crisi che sta attraversando l’economia mondiale, anche perché, a fronte di un prezzo ancora competitivo, il livello qualitativo è migliorato negli anni e le nuove infrastrutture stanno rendendo il trasporto delle merci sempre più rapido e meno costoso. Non solo. L’ambiente fiscale è tra i più convenienti, poiché il governo cinese non bada a spese per incentivare le esportazioni”.
P.Gin.
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

