La testimonianza della società Alea, centrale acquisti nel mercato cinese, con una sede operativa a Shanghai.
BizConf, la risposta cinese a Zoom, è una società leader nella fornitura di conferenze virtuali, tra cui web conferencing, webcasting e video desktop in Cina. La società è quotata alla Borsa di Shenzhen e dallo scoppio dell’epidemia le sue azioni sono tra quelle cresciute di più.
“Gli sforzi per stabilizzare l’economia sono già ben avviati e, sebbene nei primi mesi dell’anno il Pil cinese abbia risentito degli effetti della pandemia, l’attività economica vede già i numeri in miglioramento in quanto le attività produttive hanno voltato pagina e sono oramai a pieno regime”. A dirlo è Luca Accolli, titolare insieme a Erminio Arquati della società Alea che ha come attività principale quella di centrale acquisti nel mercato cinese per clienti italiani ed europei con una sede a Shanghai.
I cambiamenti in atto? “Il solo obiettivo del Pil non è più visto come una panacea per superare tutte le sfide in un mondo post-Covid-19” spiega Accolli. La Cina ha deciso di intraprendere alcune strade al fine di puntare ad assicurare una forte costante ripresa, come la stabilizzazione della disoccupazione creando altri 9 milioni di nuovi posti di lavoro, sradicare la povertà assoluta e aumentare il flusso di cassa alle aziende più piccole. In sostanza, puntare e rafforzare le basi e le fondamenta del paese porta a quella stabilità che sta permettendo al paese di risorgere. Già da un mese e mezzo si può assaporare in quasi tutto il Paese, un’aria di normalità; le aziende lavorano, la popolazione è tornata a muoversi come sempre, la commercializzazione è ripartita. Man mano che la ripresa prende forma sono già emersi diversi importanti cambiamenti nella composizione del panorama economico cinese.
La continua ricerca di innovazione nelle tecnologie digitali ha guidato la ricerca di nuove soluzioni necessarie per aziende e consumatori, favorendo una rapida crescita della modalità cosiddetta “stay-at-home economy e introducendo cambiamenti fondamentali nelle dinamiche industriali come l’uso della piattaforma DingTalk nella sfera del business, che dal 2019 ad oggi ha visto un notevole aumento dei suoi fruitori. Non solo.
“Occorre ricordar” tiene a sottolineare Accolli “che anche per far fronte alla pandemia in ogni paese in tutto il mondo, la Cina è rimasta prima fornitrice di Dpi; noi peraltro forti della nostra presenza locale abbiamo supportato clienti e collaboratori e qualsiasi contatto richiesto di diversi dispositivi introvabili o presenti sul mercato con prezzi altissimi, per tutto l’ultimo trimestre. Il dibattito politico aperto in Cina in ambito economico, sociale e sanitario, fa presagire una spinta a livello di riforme strutturali interne in ambito finanziario, del lavoro e del mercato in modo da auspicarsi ulteriori segnarli di ripresa interna e buone opportunità che il mercato sia in continua ascesa a livello globale.
Diversamente da quanto pensato e pubblicizzato nelle ultime settimane, resta fortemente voluto da parte delle aziende occidentali il presidio in Cina, pensandola sempre come potenza avanzante e tutt’oggi difficilmente concorrenziale; nonostante l’aumento spropositato dei costi di trasporto imposto dalle compagnie marittime, la mancanza di disponibilità di mezzi di trasporto sia via mare che via aerea, la Cina rimane for temente conveniente nei molti settori di forza.

