Investire in Cina… a Traversetolo

ECONOMIA Affari sicuri senza delocalizzazioni la specialità della Al.Ea Consulting

Investire in Cina… a Traversetolo

Società di consulenza porta le aziende italiane al grande passo

 

Dal 2009 si va anche in Vietnam. Presto al via a Pechino la vendita di prodotti “made in Italy”

L’impresa italiana guarda ad Est per programmare investimenti utili ad incrementare o a consolidare il business, una società di Traversetolo guarda i progetti degli imprenditori e li guida nella non facile conquista della Cina. Una novità assoluta nel settore della consulenza, che ha il suo cuore pulsante nel parmense. Manodopera qualificata, tecnologie all’avanguardia con costi inferiori al 10 per cento, tempi di produzione ridotti della metà sono motivazioni forti per le aziende, ma i rischi a cui si va incontro senza una guida professionale sicura, presente sul territorio, sono altrettanto grandi.

Al.Ea Consulting (in via Matteotti 24/c www.aleaconsulting.net), nata per seguire una multinazionale nei rapporti con la Cina, mette a disposizione di più aziende la sua vasta esperienza per ottimizzare gli investimenti nella realtà industriale cinese.

Alle spalle dei fondatori, Luca Accolli 46 anni, ed Erminio Arquati, 35 – per entrambi un lungo passato in azienda, rispettivamente come supervisor e responsabile Cina – uno staff composto da italiani e cinesi che operano direttamente sul territorio e vantano conoscenze tecniche dirette soprattutto nel campo dell’elettronica, della pressofusione, dell’alimentare e del tessile. “Ci occupiamo di aziende medio grandi, con fatturati che vanno da 10 a 40 milioni di euro, che hanno deciso di Investire in Cina” spiega Luca Accolli, che precisa subito come la Al.Ea non si occupi affatto “di delocalizzazione delle produzioni”.

“Noi – aggiunge- valutiamo i progetti di investimento che le aziende ci sottopongono, li testiamo e in caso di esito positivo diventiamo i loro partner in Cina. Al.Ea Consulting al momento conta su due uffici nel Paese della Grande muraglia, ma entro la fine del 2008 saranno concentrati in un’unica struttura che avrà sede nel cuore di Shangai. “Grazie alla nostra presenza sul territorio” continua Accolli “possiamo seguire qualsiasi progetto fin dalla fase di start-up. Le società clienti ci inviano i loro disegni e progetti con le specifiche tecniche e la descrizione dei materiali e con la nostra struttura ricerchiamo fornitori e partner cinesi che siano in grado di assecondare quelle richieste.

Valutiamo, cioè la fattibilità del progetto e soltanto dopo contattiamo i fornitori cinesi. Quindi – sottolinea il consulente della Al.Ea – ci occupiamo della campionatura, una fase che precede l’industrializzazione vera e propria.

La società di Traversetolo tratta già investimenti importanti, molti relativi al settore dell’illuminazione interna e stradale, all’arredo urbano, ai tendaggi. E ancora prodotti per il riciclo dei rifiuti, apricancelli, componendi d’arredo. “La nostra – spiega Accolli – è una duplice azione: consulenza e investimento. Il cliente investe in Cina, ma per pagamenti, fatturazioni e aspetti burocratici siamo noi a fare da tramite, Rappresentiamo perciò una notevole garanzia di sicurezza. Per le aziende che vano da sole – aggiunge – i rischi sono notevoli: su internet ci sono tante aziende pronte a collaborare, ma tra queste alcune non esistono neppure. C’è inoltre il rischio della copiatura dei prodotti, come accaduto alla Piaggio quando ha deciso di far produrre il Ciao in Cina. Per evitare ciò – assicura Accolli – è fondamentale poter contare su fornitori affidabili con i quali o noi siamo in contatto”.

Sfruttando il successo e il posizionamento ottenuto in Cina Al.Ea Consulting pensa già al futuro. Tra il 2009 e il 2010 – dice Lucca Accolli – vogliamo creare un’attività simile in Vietnam. che faccia da ponte con la Cina. Inoltre, in quest’ultima vogliamo iniziare un’attività di vendita di prodotti made in Italy. Stiamo pensando di esportare l’alimentare settore strategico per l’Emilia-Romagna e per Parma in particolare, ma anche prodotti di altri comparti”.

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