AL.EA.: II partner su misura per lo sviluppo dei progetti tecnici in Cina

AL.EA. /II partner su misura per lo sviluppo dei progetti tecnici in Cina

Il vostro alter ego con sede a Shanghai

La Cina non è più un’avventura, a patto che ci sia un partner giusto come AL.EA.

Questa società, ponte tra l’Italia e l’estremo Oriente, i cui titolari Luca Accolli ed Erminio Arquati vantano una ventennale esperienza più che mai consolidata, si rivolge a quelle aziende medio/grandi con un fatturato che oscilla tra i 10 e i 40 milioni di euro che hanno intenzione di investire nella tema del Sol Levante.

È in verità sempre maggiore il nu mero delle industrie che investono in Oriente per restare competitive sui mercati dell’Occidente, incrementare il proprio business o semplicemente consolidarlo. Le prospettive che la Cina offre sono molto allettanti: manodopera qualificata, professionalità specializzate, tecnologie all’avanguardia, con costi ridotti fino al 30-40%, ed una velocità di produzione pari alla metà del tempo impiegato qui da noi. Oltre al contenuto costo della manodopera, la Cina attrae diversi vantaggi quali cultura tecnica, alta efficienza, tecnologia a bassi costi.

Il colosso asiatico è però una realtà complessa, all’interno della quale si rischia di perdere tempo e risorse se non hanno punti di riferimento giusti come AL.EA.

La società, infatti grazie alla presenza costante dei titolari, sul territorio e nel loro ufficio di Shanghai, e alla preparazione meticolosa e professionale dello staff, consente alle aziende interessate – azzerando il rischio peggiore, quello di veder copiati i propri prodotti – di poter cogliere in assoluta sicurezza le opportunità offerte dalla Cina.

Navigando in rete, tante sono le aziende cinesi, di fatto inesistenti, che si dicono pronte a collaborare; ecco perché è fondamentale affidarsi ad un partner come AL.EA., già ben conosciuto e radicato nel Paese asiatico.

ALEA. non si occupa di delocalizzare la produzione, ma, operando in un’area strettamente tecnica, valuta i progetti di investimento delle aziende, li testa e, in caso di fattibilità, diventa loro partner in loco; contatta così in primo luogo i propri for nitori cinesi e si occupa di gestire il progetto nella sua Interezza, dalla pre-industrializzazione all’industrializzazione vera e propria.

Alcuni esempi riguardano componenti per i comparti dell’illuminazione, dell’automazione, del riciclaggio e dell’arredo urbano. Nel concreto si occupa di tutte le pratiche burocratiche, relative ad esempio a spedizioni e dazi, assumendosi la responsabilità di fare da tramite per pagamenti e fatturazione, tutelando così la sicurezza dell’investimento del cliente. con il quale ALEA firma un impegno di riservatezza e di esclusiva, collaborando con un solo cliente per settore.

Per fornire inoltre la garanzia della massima sicurezza dei componenti offerti, la Società effettua continue e approfondite verifiche e visite ai fornitori e sottopone periodicamente i materiali impiegati all’esame e all’analisi di migliori laboratori di certificazione. Tutti i componenti forniti vengono accompagnati da un Certificato di Conformità, e sono provvisti del marchio CE. Negli uffici di Shanghai e Traversetolo (Parma) si parlano cinque lingue, e sono impiegati dieci collaboratori dipendenti professionisti che vantano conoscenze complete, approfondite e diversificate: grazie alla competente presenza nel territorio su diversi fronti (stampaggio plastica e metalli, pressofusione alluminio, parti in ghisa, componenti meccanici ed elettronici) la Società ha raggiunto significativi traguardi: i grandi risultati finora ottenuti le hanno consentito di allargare l’organico in Italia ed in Cina con l’inserimento di nuove figure tecniche, adeguatamente forma- te per la progettazione ed il con- trolla qualità sul territorio cinese.

Il successo economico (in quattro anni si è abbondantemente superato un giro d’affari di 15 milioni di dollari) ha d’altra parte fornito lo stimolo per investire e portare a termine due nuovi ed ambiziosi progetti: il primo, da realizzare entro il 2010, è l’approdo in Vietnam. dove si stanno riproducendo le stesse sinergie cinesi; il secondo è un piano di marketing per l’esportazione di prodotti della tecnica italiana, che verrà attuato non appena terminata l’accurata formazione del personale selezionato per la vendita.

Condividi: